giovedì 31 dicembre 2009
martedì 29 dicembre 2009
Pagella del 2009
AMORE
Ragazzo turbolento, ribelle alle autorità, ma nonostante ciò ha dimostrato un interessamento e una dedizione verso lo studio straordinari. Non si è mai assentato, ma di tanto in tanto vi è stato qualche ritardo. Ha dato spicco con la propria intelligenza alla nostra scuola, e l'ha resa migliore. Gliene saremo eternamente grati.
AMICIZIA
Costantemente presente, vostra figlia ha dimostrato a volte di avere la cosiddetta "testa tra le nuvole" (che stesse pensando a un ragazzo?) ma appena richiamata ha saputo rifarsi. Brava, brava.
FAMIGLIA
Presente, almeno in parte, sembra non voler accettare i moderni metodi di studio, per proseguire di testa propria. Nonostante ciò, la ragazza si è molto impegnata, e non possiamo non premiarla.
SCUOLA
Che dire, ci ha dato parecchi problemi, questa facciatosta. La tenga un po' a bada. Ad ogni modo ha raggiunto ottimi risultati anche nella propria irrequietezza.
DENARO
Questo ragazzo è incostante; ha mostrato un picco di presenza in estate per poi sparire nel nulla. Non va affatto bene.
SALUTE
La ragazza ha dimostrato un piccolo calo quest'anno. Ma forse si è impegnata troppo gli anni precedenti. Siatene orgogliosi, ad ogni modo.
Auguri mio piccolo stronzetto!
lunedì 28 dicembre 2009
Jump!
mercoledì 23 dicembre 2009
martedì 22 dicembre 2009
mercoledì 16 dicembre 2009
to see if I still feel
I focus on the pain
the only thing that's real
the needle tears a hole
the old familiar sting
try to kill it all away
but I remember everything
what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
I wear this crown of shit
upon my liar's chair
full of broken thoughts
I cannot repair
beneath the stains of time
the feeling disappears
you are someone else
I am still right here
what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
if I could start again
a million miles away
I would keep myself
I would find a way
domenica 13 dicembre 2009
giovedì 10 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
Tu che conosci il mare... Portami via con te...
Alla fine, my friend, sei terribilmente prevedibile. E mi ricordi tanto qualcun altro, che ritiene di agire secondo la logica della correttezza, ma non capisce che a questo mondo esiste anche l’umanità.
Vedo tanto, tanto snobbismo. Per quanto cerchi io stessa di colpevolizzarmi, perchè sarebbe la cosa più semplice e la meno dolorosa, lo vedo.
domenica 6 dicembre 2009
venerdì 27 novembre 2009
Niente da fare
Credevo che le CLAMP mi avrebbero soddisfatto ma invece...
domenica 22 novembre 2009
Non so bene cosa scrivere
Eppure sto scrivendo tanto, dappertutto. Mi lascio addirittura messaggi nell'agenda.
Questo per dirmi di stare calma. Stare. Calma.
O per darmi consigli. Che puntualmente poi non seguo.
Sono strana, lo so. Sono nervosa, mi agito per un nonnulla. Me l'ha detto anche papà. Io faccio di tutto, in continuazione per migliorarmi. Perchè mi faccio molto male. E faccio molto male alle persone che ho attorno.Che nonostante tutto continuano ad esserci, sempre.
Ecco, ricorda questo, Angela, i giorni in cui ti senti sola, in cui hai l'ardire di pensare che nessuno stia lì a capirti ed ascoltarti. Perchè se la smettessi di urlare, per una volta, riusciresti ad ascoltare le voci di coloro che ti amano.
mercoledì 18 novembre 2009
...
martedì 17 novembre 2009
Sono stanca e nervosa
Odio sentirmi impotente.
venerdì 13 novembre 2009
"Non ti dimenticare... con che marcia stai viaggiandooo..."
Però essere al volante mi piace. Mi affascina terribilmente.
Oggi, poi. Sono corsa a scuola guida in ritardo, con le lacrime agli occhi, ancora scossa dalla mia ennesima dimostrazione di debolezza. Mi sono infilata in macchina. Sono partita senza cagare l'istruttore, ho fatto il solito percorso, quasi in trans, con la testa piena di pensieri. E piano piano questi sono volati via, ed eravamo solo io e la strada (e anche una presenza fastidiosa a destra, che però questa volta si è rivelata stranamente silenziosa). Le mani sul volante, le volte precedenti rigide e tremanti, effettuavano gesti corretti, con scioltezza e decisione. Al termine dei 20 minuti a mia disposizione, mi sono beccata anche un complimento e la conferma che oggi ero effettivamente migliorata.
Sicuramente al centro strada ci sarò andata comunque, ma quel che conta è la sensazione di liberazione che ho provato. Sensazione che conto di sfruttare a patente avuta. Se mai l'avrò.
martedì 10 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
If - Rudyard Kipling
- Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te
- Perdono la testa e dicono che è colpa tua, diciamo che non sono molto brava a mantenere la calma, ma sostanzialmente so valutare le mie colpe
- Se ti fidi soltanto di te stesso quando tutti dubitano di te, ecco, per l'appunto
- Ma se tieni conto anche dei loro dubbi; non faccio che mettermi in discussione per cercare di comprendermi e migliorarmi sempre più
- Se sai aspettare senza stancarti dell'attesa, ok, questo mi manca, decisamente
- Non farti ingannare e tieniti lontano dalle bugie; non saprei, spero di vivere nella verità.
- Non farti odiare e non lasciarti trascinare dall'odio, anche questo mi manca
- Non apparire troppo buono e non fare il furbo: in genere non lascio che mi si mettano i piedi in testa, a costo di trovarmi da sola. Quanto al fare la furba... beh. Ogni tanto qualche rivincita me la sono presa.
- Se riesci a sognare… e a non fare del sogno il tuo padrone; oh, io sogno in continuazione ma in realtà sono più che razionale.
- Se riesci a pensare… e a non fare delle parole la tua meta sì, è vero, penso troppo
- Se puoi incontrare il Trionfo e il Disastro
- E trattare questi due impostori esattamente allo stesso modo; ancora non ho imparato a non lasciarmi andare nello sconforto più totale nei momenti giù.
- Se riesci a sopportare che il peso della tua verità
- Venga contorto da persone spregevoli che cercano di imbrogliare i più sciocchi, non lo sopporterei. Odio sentirmi impotente
- O guardare le cose cui hai donato la vita spezzarsi
- e piegarsi e ricostruirle con attrezzi sgangherati: io credo proprio che mi lascerei abbattere anche in questo caso.
- Se riesci a mettere insieme tutte le tue vittorie
- E rischiarle in un colpo azzardato,
- e perdere, e ricominciare daccapo
- senza mai accennare alle tue sconfitte; rimugino, e non sono dotata di cotanta forza.
- Se riesci a dar forza al tuo cuore, ai tuoi nervi e alla tua tenacia
- Quando, dopo che gli altri hanno rinunciato, tocca a te,
- E tieni duro quando non ti è rimasto nient'altro
- Che la Volontà di dire:—Tieni duro! mi batto fino alla fine e non mi arrendo, questo è certo.
- Se riesci a parlare alle folle e a mantenere la tua onestà già mi dovrebbe riuscire il "parlare alle folle"
- O a passeggiare con i Re senza perdere la tua semplicità boh, penso di si
- Se i nemici e nemmeno gli amici più cari possono ferirti, possono uccidermi, volendo.
- se tutti contano per te, ma nessuno più degli altri; eh no, no.
- se riuscirai a riempire l'attimo che scorre
- con sessanta secondi di opere compiute eh? Se ho ben capito, io il tempo non lo spreco, MAI.
- tua sarà la terra con tutto quello che cresce sopra;
- ma quel che più conta tu sarai un uomo,
- figlio mio!
mercoledì 4 novembre 2009
sabato 31 ottobre 2009
Mannaggia a me mannaggia
Tento il riscatto postandovi le parole della canzone con cui ho chiuso il mio tema "la politica e i giovani" su cui ho faticato per ben 5 colonne
Io penso che questa mia generazione è preparata
ad un mondo nuovo e a una speranza appena nata
ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore
è per tre giorni e poi risorge
in ciò che noi crediamo, Dio è risorto
in ciò che noi vogliamo, Dio è risorto
nel mondo che faremo, Dio è risorto - Dio è risorto.
Francesco Guccini - Dio è morto.
(ecco perchè, Marta, ti ho chiesto dopo quanti giorni fosse risorto Cristo XD non ero certa di ricordare benissimo il testo! )
martedì 27 ottobre 2009
Untitled
We might have had it all
But I was so stupid then
You needed time to grow
But now just as things change
As well my feelings do
In time things rearrange
I am so sick of chasing you
But what do I get cause I just seem to lose
You make me regret those times I spent with you
And playing those games as I wait for your call
And now I give up, so goodbye and so long
Its not a change of pace
This time Ill get it right
Its not a change of taste
I was the one there last night
You have your other friends
They were there when you cried
Didnt mean to hurt you then
Best friends just wont leave your side
But what do I get cause I just seem to lose
You make me regret those times I spent with you
And playing those games as I wait for your call
And now I give up, so goodbye and so long
Its not a change of pace
This time Ill get it right
Its not a change of taste
I was the one there last night
When I needed you most
When I needed a friend
You let me down now
Like I let you down then
So sorry, its over
(ahh...)
lunedì 26 ottobre 2009
sabato 24 ottobre 2009
Argh
Che dire, questo week-end volerà più in fretta del solito, ne sono convinta.
martedì 20 ottobre 2009
Ancora una piccola riflessione prima di fuggire
Quanto cavolo ci mette a caricare la casa di sabbia e nebbia?
Bien
Il post qua sotto è un lavoro di scuola che non sapevo dove salvare XD
Quanto a quello che volevo scrivere...
Ma come siamo bravi ad accusare gratuitamente e a sentirci sempre la vittima della situazione, non sapendo nemmeno come siano andate le cose. Fatti pure tutti i film che vuoi. A me non interessa, nè mi serve che tu mi creda, anzi, non mi servi in generale, nel senso che non ho bisogno di strumentalizzarti, com'è tua convinzione. Me la sono cavata e continuerò sempre a cavarmela da sola.
Au revoir.
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giovedì 15 ottobre 2009
Ma quanto adoro fare attrezzi
"Mmh, saranno i Metallica o Marco Masini?"
Tra un po' diventerò una super palestrata oliata col costume sgambato. E che schifo.
E ora vai a letto invece di cercare versioni di latino che non hai mai fatto e che sicuramente non potrai arrangiare! Mannegghia a me manneggh.
martedì 13 ottobre 2009
giovedì 1 ottobre 2009
No One Knows
We get some rules to follow
That and this
These and those
No one knows
We get these pills to swallow
How they stick
In your throat
Tastes like gold
Oh, what you do to me
No one knows
And I realize you’re mine
Indeed a fool of mine
And I realize you’re mine
Indeed a fool of mine
Ahh
I journey through the desert
Of the mind
With no hope
I found low
I drift along the ocean
Dead lifeboats in the sun
And come undone
Pleasently caving in
I come undone
And I realize you’re mine
Indeed a fool of mine
And I realize you’re mine
Indeed a fool and mine
Ahhh
Heaven smiles above me
What a gift there below
But no one knows
A gift that you give to me
No one knows
Abbiamo alcune regole da seguire
quello e questo, questi e quelli
non lo sa nessuno
abbiamo queste pastiglie da ingoiare
si fermano nella gola
il sapore sembra oro
oh quel che mi hai fatto
non lo sa nessuno
e ho realizzato che sei mia
sono davvero uno stupido
e ho realizzato che sei mia
sono davvero uno stupido
un viaggio nel deserto della mente
senza speranza, ho trovato il fondo
sono stato trasportato dall'oceano
scialuppe di salvataggio, morte al sole
e mi sono slegato, sono crollato, mi sono slegato
e ho realizzato che sei mia
sono davvero uno stupido
e ho realizzato che sei mia
sono davvero uno stupido
il cielo sorride su di me
che regalo c'è qui sotto
ma non lo sa nessuno
un regalo che tu hai dato a me
non lo sa nessuno
mercoledì 30 settembre 2009
Odisseo, il tuo nome significa odiato.
martedì 29 settembre 2009
domenica 27 settembre 2009
giovedì 24 settembre 2009
Ho paura, cazzo
sabato 19 settembre 2009
Mmh
Ho cancellato il post precedente perchè mi sfastidiava.
Comunque (e questo non c'entra nulla, ma tanto per appuntare una riflessione) mi sono accorta di aver perso gran parte del mio coraggio. Devo rimediare.
Au revoir.
lunedì 14 settembre 2009
Eveline
Passava poca gente. Il tizio dell’ultima casa ritornava; sentì i suoi passi battere sul marciapiede di cemento e subito dopo scricchiolare sul sentiero di scorie davanti alle case rosse. Una volta c’era un campo lì in cui si giocava ogni sera con i figli di altra gente. Poi un tizio di Belfast comprò il campo e ci costruì case –non come le loro casette marroni, ma delle case di mattoni con i tetti lucenti. I bambini della strada giocavano in quel campo –i Devine, i Water, i Dunn, il piccolo Keogh lo zoppo, lei, i suoi fratelli e le sue sorelle.
Ernest, tuttavia, non giocava mai: era tropo grande. Suo padre spesso li andava a cercare fino giù al campo col suo bastone di rovere; ma di solito il piccolo Keogh faceva da vedetta e li chiamava in ritirata quando vedeva suo padre arrivare. Eppure sembravano essere stati felici allora. Suo padre non era così cattivo allora. E poi sua madre era viva. Era tanto tempo fa.
Lei e i suoi fratelli e le sue sorelle erano cresciuti e sua madre era morta. Anche Tizzie Dunn era morto e i Water erano tornati in Inghilterra. Tutto cambia. Adesso lei stava andando via, come gli altri, per lasciare la sua casa.
La casa! Si guardò intorno alla stanza, rivedendo tutti i suoi oggetti familiari che aveva spolverato una volta alla settimana così tanti anni, chiedendosi da dove cavolo venisse tutta quella polvere. Forse non avrebbe più visto tutti quegli oggetti familiari da cui non si sarebbe mai sognata di separarsi.
Eppure in quegli anni non aveva mai scoperto il nome del prete la cui fotografia ingiallita stava appesa alla parete sopra l’armonium rotto accanto alla stampa a colori dell’ex voto fatto alla Beata Margaret Mary Alacoque. Era stato compagno di scuola si suo padre. Questi ogni volta mostrava la fotografia agli ospiti la passava con una frase a caso:
“E’ a Melboourne adesso.”
Aveva acconsentito ad andar via, a lasciare la sua casa. Era stata una cosa saggia? Aveva cercato di soppesare tutti i lati della questione. A casa sua ad ogni modo aveva un tetto e cibo; aveva intorno tutto ciò che conosceva da tutta la vita. Naturalmente doveva lavorare duro, sia a casa che al lavoro. Cosa avrebbero detto di lei al negozio quando avrebbero scoperto che era scappata via con un ragazzo? Avrebbero detto che era una cretina, forse. Ed il suo posto sarebbe stato coperto da un annuncio. Miss Gavan sarebbe stata contenta. Era sempre stata pungente con lei, specie ogni volta che c’era gente che sentiva.
“Miss Hill, non vede che queste signore aspettano?”
“E svegliatevi, Miss Hill, per favore!”.
Non avrebbe pianto molte lacrime nel lasciare il negozio.
Ma nella sua nuova casa, in una terra lontana e sconosciuta, non sarebbe stato così. Allora sarebbe stata sposata –lei, Eveline. La gente l’avrebbe trattata con rispetto allora. Non sarebbe stata trattata come sua madre era stata trattata. Anche adesso, sebbene avesse diciannove anni e più, si sentiva sotto il pericolo della violenza di suo padre. Sapeva che era stato lui che le aveva fatto venire le palpitazioni.
Quando erano cresciuti lui non era mai stato con lei come lo era con Harry ed Ernest, perché lei era una ragazza, ma più tardi aveva incominciato a minacciarla e a dirle che lo faceva solo per amore di sua madre morta. E lei non aveva nessuno che la proteggesse. Ernest era morto ed Harry che lavorava in una chiesa come decoratore, era quasi sempre fuori da qualche parte nel paese.
E poi le eterne discussioni sui soldi il sabato sera avevano incominciato a stancarla indicibilmente.
Dava sempre la sua intera paga –sette scellini- ed Harry mandava sempre quello che poteva ma il guaio era ricevere i soldi dal padre. Questi diceva sempre che lei sperperava il denaro, che non aveva testa, che non le avrebbe dato i suoi soldi lavorati con sudore per farglieli gettare dalla finestra, e molto di più, perché egli stava di solito proprio male il sabato sera.
Alla fine le avrebbe dato i soldi e le avrebbe chiesto se aveva intenzione di comprare il pranzo della domenica. Allora lei doveva precipitarsi più veloce che poteva a fare la spesa, tenere il suo portamonete di pelle nera stretto in mano mentre si faceva strada a gomitate in mezzo alla folla e tornare a casa col carico delle provviste. Doveva lavorare duro per tenere su la casa e badare a che i due bambini piccoli che erano stati affidati a lei andassero a scuola regolarmente e mangiassero regolarmente. Era un lavoro duro –una vita dura- ma adesso che stava per lasciarla non le sembrava una vita del tutto indesiderabile.
Stava per esplorare un’altra vota con Frank. Frank era molto gentile, virile, dal cuore aperto. Lei stava per andar via con lui con un battello notturno per essere sua moglie e vivere con lui a Buenos Aires dove lui aveva una casa che l’aspettava. Come ricordava bene la prima volta che lo aveva visto; lui alloggiava in una casa sulla via principale dove lei andava a trovarlo. Sembrava poche settimane fa. Lui stava al cancello, il cappello con la visiera messa all’indietro sulla testa e i capelli scompigliati davanti sul viso abbronzato.
L’aveva portata a vedere La Bohéme e lei si sentiva inebriata mentre era seduta in un’insolita parte del teatro insieme a lui. Lui era totalmente patito di musica e cantava un pochino. La gente sapeva che amoreggiavano e, quando egli cantava della ragazza che amava il marinaio, ella si sentiva appassionatamente confusa. Lui la chiamava Poppens per scherzare. Prima di tutto era stato eccitante per lei avere un ragazzo e poi lui aveva incominciato a piacerle. Faceva sempre dei racconti di paesi lontani. Aveva iniziato come mozzo da suna sterlina al mese su una nave della Allan Line che andava in Canada. LE diceva i nomi delle navi dove era stato e i nomi delle diverse mansioni. Aveva attraversato lo Stretto di Magellano e le aveva raccontato storie sui terribili Paragoni. Le cose gi erano andate bene a Buonos Aires, diceva, ed era arrivato sul vecchio continente solo per una vacanza. Naturalmente il padre aveva scoperto la storia le aveva vietato di avere a che fare con lui.
“La conosco questa razza di marinai”, diceva.
Un giorno egli aveva litigato con Frank dopodiché lei doveva incontrarle il suo amore in segreto.
La sera sprofondò sul viale. Il bianco delle due lettere sul suo grembo diventò indistinto. Una era per Harry; l’altra per suo padre. Ernest era stato il suo preferito ma voleva bene anche ad Harry. Suo padre stava diventando vecchio ultimamente, aveva notato. Le sarebbe mancato. Qualche volta aveva saputo anche essere simpatico. Non molto prima, quando lei era stata a letto per un giorno, le aveva letto una storia di fantasmi e preparato del pane abbrustolito. Un altro giorno, quando la loro mamma era viva, erano andati tutti a fare un picnic sulla collina di Howth. Ricordò suo padre che si era messo il cappellino di sua madre per far ridere i bambini.
Il suo tempo stava volando ma ella continuava a star seduta alla finestra, con la testa appoggiata contro la tenda della finestra, inalando l’odore del cretonne polveroso. Giù per il viale, riusciva a sentire una organetto da strada suonare. Conosceva quella musica straniera che doveva essere arrivata per ricordarle della promessa fatta a sua madre, la promessa di reggere la casa finché poteva. Si ricordò dell’ultima notte della malattia della madre; lei si ritrovava ancora nella chiusa stanza buia all’altra parte della sala e fuori sentì una malinconica musica italiana. All’organista era stato ordinato di andare via e gli avevano sei sterline. Si ricordò di suo padre che ritornando impettito nella stanza dell’ammalata disse:
“Maledetti Italiani! A venire fin qui!”
Mentre pensava la pietosa immagine della vita della madre poggiava il suo incantesimo nel suo essere più profondo –quella vita di comuni sacrifici che finiva nella pazzia finale. Tremava mentre sentiva ancora la voce di sua madre che diceva costantemente con assurda insistenza:
“Derevaun Seraun! Derevaun Seraun!”
Si alzò in un improvviso impulso di terrore. Fuggire! Fuggire! Frank l’avrebbe salvata. Le avrebbe dato la vita, forse anche l’amore. Ma lei voleva vivere. Perché doveva essere infelice? Aveva il diritto di essere felice. Frank l’avrebbe portata tra le sue braccia, avvolta tra le sue braccia, L’avrebbe salvata.
Stava tra la folla ondeggiante alla stazione di North Wall. Lui la teneva per mano e lei sapeva che le stava parlando, dicendo qualcosa sul viaggio ripetutamente. La stazione era piena di soldati con delle valige marrone. Attraverso le ampie porte dei portici riuscì a vedere la massa scura della nave, accanto al muro della banchina, con gli oblò illimmminati. Non rispose. Si sentiva le guance pallide e fredde e in mezzo alla confusione mentale, pregò Dio di direzionarla, di mostrarle quale era il suo dovere.
La nave soffiò un lungo triste fischio nella nebbia. Se fosse andata l’indomani sarebbe stata in mare con Frank, diretta Buenos Aires. Il loro posto era stato prenotato. Si poteva tirare indietro dopo tutto quello che lui aveva fatto per lei? La confusione mentale le fece venire la nausea nel corpo ed ella continuava a muovere le labbra in silenziosa, fervente preghiera.
Una campana suonò sul suo cuore. Sentì che lui le afferrava la mano:
“Vieni”.
Tutti i mari del mondo inondarono il cuore. Lui la stava spingendo verso di loro: l’avrebbe annegata. Si aggrappò con entrambe le mani alla ringhiera.
“Vieni”.
No! No! No! Era impossibile. Le sue mani si aggrapparono freneticamente al ferro. In mezzo ai mari mandò un grido di angoscia.
“Eveline! Evvy!”
Lui si spinse oltre la barriera e le gridò di seguirlo. Gli fu urlato di andare avanti ma lui la chiamava ancora. Ella pose il suo viso pallido su di lui, passivo, come un animale inerme. I suoi occhi non gli davano segno di amore o di addio o di riconoscimento.
domenica 13 settembre 2009
E domani ricomincia la tortura
"Sai, stamattima presto ho cominciato a sentir freddo. Quindi ho tentato di alzarmi per raccogliere il pigiama da terra ma... tu mi ha presa e mi hai rimessa a letto!"
"Ahahah... nel dormiveglia credevo stessi cadendo!"
Ma penso che un sogno così non ritorni mai più...
sabato 12 settembre 2009
Della serie
non mi azzecca neanche di essere sparata.
E mi GODO l'ultimo week-end prima dell'inizio della tortura.
Oh, yeah.
mercoledì 9 settembre 2009
lunedì 7 settembre 2009
Per te (il cd è pronto, ma per ora non posso stampare il
1. Focus - Hocus Pocus
Mmh
A volte mi piacerebbe essere meno insofferente verso alcune persone.
Come mi ha detto qualcuno un po' di tempo fa, non devo sentirmi superiore.
Solo che.
A volte non posso fare a meno di pensare,
"che idiota".
domenica 6 settembre 2009
Tutto in famiglia
Avevo dimenticato quanto mi rendesse felice.
Oggi il mio adorato fratellino non faceva altro che chiedermi baci.
Lo stavo trascurando. E non voglio che mi odi come l'altro.
Il mio capriccioso Dan dai riccioli biondi, dagli occhi enormi e dalle urla che si sentono in tutto il quartiere.
Tutto la sorella.
sabato 5 settembre 2009
venerdì 4 settembre 2009
giovedì 3 settembre 2009
mercoledì 2 settembre 2009
Che palle avere un blog
E che palle le mie maledette paure
Ma come si fa a scrivere quando si sta male?
Mi viene la nausea.
Non è vero che sto male.
A volte mi piacerebbe essere una di quelle che la vita è tutto rosa e fiori e libri di Moccia e Twilight. Penso che sarebbe tutto più semplice.
Non so cosa accada, perchè la gente infelice o semplicemente che si fa domande non legga quella roba, ma Poe, o Benni.
Non dovrei sentirmi superiore.
(Ho letto sia 3MSC che Twilight e mi hanno fatta cagare).
Eppure.
Magra consolazione, in ogni caso.
Ma si capisce qualcosa?
mercoledì 26 agosto 2009
martedì 4 agosto 2009
Bene bene male male
E così stasera si parte. Per Roma. Alla fine, pare che io l'abbia spuntata. Non so cosa mi aspetterà quando torno, ma non mi interessa.
E in questi giorni ho riscoperto il piacere di scrivere. Per me stessa. Per sfogarmi. Per mettere ordine nelle cose. Per ritrovarmi a sorridere di altre. Per tranquillizzarmi. E ovviamente non posso farlo in questo blog, in questo diario di facciata.
Buon viaggio a me.
mercoledì 29 luglio 2009
18
Lines form on my face and hands
Lines form from the ups and down
I'm in the middle without any plans
I'm a boy and I'm a man
I'm eighteen and I don't know what I want
Eighteen, I just don't know what I want
Eighteen, I gotta get away
I've gotta get out of this place
I'll go running into outer space
Oh yeah
I've got a baby's brain and an old man's heart
Took eighteen years to get this far
Don't always know what I'm talking about
Feels like I'm in the middle of doubt
Cause I'm
Eighteen, I get confused everyday
Eighteen, I just don't know what to say
Eighteen, I gotta get way
Oh, lines form on my face and hands
Lines form on the left and right
I'm in the middle, the middle of life
I'm a boy and I'm a man
I'm eighteen and I like it
Yes I like it
Well, I like it, love it, like it, love it
Eighteen, eighteen eighteen
I'm eighteen and I Like it
(Si formano le rughe sul mio viso e le mie mani
Si formano le rughe dagli alti e bassi
Sono nel mezzo senza alcun piano
Sono un ragazzo e sono un uomo
Sono diciottenne e non so cosa voglio
Diciottenne. E proprio non so cosa voglio
Diciottenne. Voglio andare via. Voglio andare via da questo posto.
Andrò correndo in altri posti. Oh Yeah!
Ho un cervello di un bambino e il cuore di un vecchio uomo
Mi ci sono voluti 18 anni per arrivare fin qua.
Non sempre so di cosa sto parlando.
Mi sento come se vivessi nel mezzo del dubbio
Perché sono diciottenne. Mi sento confuso ogni giorno.
Diciottenne. E proprio non so cosa dire. Diciottenne. Voglio andare via
Si formano le rughe sul mio viso e le mie mani. Si formano rughe sulla destra e la sinistra
Sono un ragazzo e sono un uomo. Diciottenne e MI PIACE.
Si mi piace. Oh mi piace. Lo amo. Mi piace
Lo amo.
Diciottenne. Diciottenne. Diciottenne. Diciottenne e mi piace.)
Se avrò voglia scrivero altro. Per ora è così. E MI PIACE.
lunedì 27 luglio 2009
Perchè è la mia rosa
martedì 21 luglio 2009
Ma che ti prende?
Non devi fare la pazza, vuoi capirlo? La gente non è disposta a stare a sentirti!
Perchè non hai comprato quel libro, "l'arte di non arrabbiarsi"? Perchè non sai calmarti per una buona volta? Ecco, un bel respiro, un sorriso falso, fingi che vada tutto bene, e tutto andrà bene, per gli altri.
E dall'esterno sembrerai una normale ragazza che festeggia i 18.
Noo, più razionalità e basta. Ma non lo vedi che non sai cosa vuoi?
Stai parlando da sola, naturalmente. Cosa importa? Devi solo nascondere tutto questo alla gente che non può capire. Riversa le tue nevrosi qui, o non rimarrà più nessuno ad ascoltare le tue sfuriate.
Pensavo
che questo template non mi si addice proprio, per quanto sia bello. è rosa, acceso, speranzoso. Credo cambierò a breve. Per quanto possa importarmi della veste di questo blog in declino.
Ah, pensavo anche che nel precedente post ho esagerato. Ma non cancellerò quelle righe di disperazione. Sarebbe troppo da codardi.
Perchè è questo che sono. Una codarda che non vuole diventare grande. E che preferisce riversare la colpa su altre persone (per quanto alcune se lo meritino).
Tento di dimenticare il mio destino inesorabile di diciottenne guardandomi un po' Sex and the city.
- Chi semina raccoglie -
lunedì 20 luglio 2009
giovedì 9 luglio 2009
Darò tutta me stessa
Ho capito. Al diavolo l'orgoglio. Il testimone passa a me.
Non rimpiangerò questa scelta. Spero solo di mantenere il proposito.
E dopo due righe che a tutti, credo, parranno cifrati, vi delizio con un meraviglioso testo:
Elvis Presley - I can't help falling in love
Wise men say - Only fools rush in,
But I can't help falling in love with you.
Shall I stay - Would it be a sin,
If I can't help falling in love with you.
Like a river flows
Surely to the sea
Darling so it goes
Some things are meant to be
Take my hand - Take my whole life too,
For I can't help falling in love with you.
[NON POSSO FARE A MENO DI INNAMORARMI
Gli uomini saggi dicono che solo gli stupidi si gettano nelle cose
Ma non posso fare a meno di innamorarmi di te
Dovrei trattenermi?
Sarebbe un peccato
Se non potessi fare a meno di innamorarmi di te?
Come un fiume scorre sicuramente verso il mare
Tesoro, così succede
Alcune cose sono destinate
Prendi la mia mano
Prendi anche tutta la mia vita
Perchè io non posso fare a meno di innamorarmi di te.]
Sì, Frank, era quella che canticchiavo sulla moto.
"Restiamo amici"
Una tra le più grandi stronzate di questo mondo (il titolo, non quello che segue).
Se vuoi stare con una pensona come partner... non puoi, se rifiutato accollarti automaticamente l'amicizia.
L'amicizia non nasce automaticamente da storie "d'amore" finite male.
Piccolo sfogo. Devo riconoscerti il merito di non avermi mai proposto niente del genere, le - 7? ehm, ho perso il conto - volte che ci siamo lasciati.
Non vedo l'ora di vederti.
mercoledì 8 luglio 2009
Mai più
Mai più tagliarmi i capelli. Li voglio far crescere. O perlomeno, non scalati come mi consigliano sempre le parrucchiere, che poi si arricciano orribilmente.
Mai più credere a chiunque abbia fatto l'esame di teoria della patente che è stato bocciato.
Mai più cedere alle tue provocazioni.
Mai più mangiarmi le unghie. Specie se ho lo smalto. Mi sto intossicando.
Mai più dare leggere/ascoltare le tue stronzate.
Mai più parlare perchè si teme di non avere nulla da dire, e finire col dire troppo.
Mai più pentirmi di non essere più tua amica.
Mai più consigliare a mia madre di uccidere mio fratello.
Mai più bestemmiare in presenza di familiari.
Mai più passare una serata con la mente altrove.
Mai più fare acquisti non premeditati.
Mai più idolatrarti a dismisura senza neanche conoscerti.
Mai più assecondarvi.
Mai più avere crisi di timidezza.
Mai più elemosinare una tua visita.
Mai più incazzarsi per un nonnulla, col timore di non esserti abbastanza vicina e, anzi, di stressarti da sopra.
Mai più fare quellocheabbiamofatto.
Mai più.
lunedì 6 luglio 2009
Tu chiamale, se vuoi.
E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi e' tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
e' dentro me
ma nella mente tua non c'e' ...
martedì 30 giugno 2009
Ah, sisi
Piccolo sclero prima di prepararmi
... che non avrà tanto senso, ma tanto per cambiare, neh.
No, in realtà non ho molto da dire; o meglio, sto pensando molte cose, ma non ho voglia di scrivere. Ma tanto per cambiare, neh.
Tanto, tra un po' il pc non ce l'avrò più; quindi, se dobbiamo scrivere cazzate, facciamolo ora.
Cazzo, non ho detto niente in 5 righe. Sono un fottuto genio. Un concentrato di paranoie e pensieri e sogni e aaaah chissà come andrà.
yesterday i got so old
i felt like i could die
yesterday i got so old
it made me want to cry
go on go on
just walk away
go on go on
your choice is made
go on go on
and disappear
go on go on
away from here
"... e poi a lei non piacciono i Cure."
lunedì 29 giugno 2009
Qwerty
“Allora sono guarita.”
“Certo che no. La tua malattia non è questa. Nella dissertazione che sto scirvendo, e che presenterò all’Accademia delle Scienze della Slovenia, cerco di studiare il comportamente umano detto ‘normale’. Molti medici prima di me hanno compiuto studi analoghi, giungendo alla conclusione che la normalità è solo una questione di consenso. Ossia, se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa.
“Ci sono cose che vengono regolate dal buon senso umano: mettere i bottoni sul davanti della camicia è una questione di logica, visto che sarebbe alquanto difficile abbottonarli di lato, e pressocchè impossibile farlo se fossero sul didietro.
“Altre cose, però, si impongono a poco a poco, perchè un numero sempre maggiore di persone crede che debbano essere così. Ti farò due esempi: ti sei mai domandata perchè le lettere della tastiera di una macchina da scrivere siamo poste in quell’ordine?”
“No.”
“Bè, chiameremo questa tastiera QWERTY, visto che le lettere della prima riga sono disposte così. Io mi sono domandato il motivo di tale disposizione, e ho trovato la risposta: la prima macchina da scrivere fu inventata da Christopher Scholes nel 1873, con l’intenzione di migliorare la calligrafia. Tuttavia lo strumento presentava un problema: se la persona dattilografava molto velocemente, i tasti si urtavano e bloccavano la macchina. Scholes allora realizzò la tastiera QWERTY, una tastiera che obbligava i dattilografi a procedere lentamente.”
“Non ci credo.”
“E’ la verità. Poi la Remington – all’epoca produttrice di macchine per cucire – adottò la tastiera QWERTY per le sue prime macchine per scrivere: così altre persone furono costrette a imparare la nuova disposizione dei tasti; altre aziende presero a fabbricare quel tipo di tastiera, finchè divenne l’unico modello in commercio. Ricapitolando: la tastiera della macchine da scrivere e dei computer è stata concepita perchè si digitasse più lentamente, e non più rapidamente, capito? Prova a cambiare il posto delle lettere, e non troverai un solo acquirente per il prodotto.”
giovedì 25 giugno 2009
Beh, scriviamo qualcos'altro, suvvia
Martola ha preso la patentola. Quindi, ora la sera anzichè annoiarci a piedi lo facciamo comodamente in macchina (io rigorosamente seduta avanti).
(Copia-incolla da Margot)
● In principio Marta guida tranquilla.
● Manuela al suo fianco parlotta logorroicamente.
● Anjela s'insinua dai sedili posteriori in quelli anteriori per cambiare musica ininterrottamente (in realtà, come già detto, sono seduta avanti - decisione presa da Marta stessa).
● Len poggia i piedi sul finestrino abbassato sgridando Manuela per essersi seduta avanti.
● Mariago fotografa il panorama e sforna "meglio di te" per poi addormentarsi.
Qualche citazione:
Maccu rompe: portatemi a casa!
Len: Marta, lasciala sugli orti!
Ok, mi limito a una, perchè ho troppo sonno per continuare. Mannaia alla puttana.
giovedì 23 aprile 2009
lunedì 20 aprile 2009
Che nostalgia
Ho il cadavere del mio vecchio lettore mp3 dalle mani...
Lo accarezzo e gli dico di star tranquillo, che tempo un mesetto e anche quello attualmente in auge lo raggiungerà lassù.
Scherzi a parte, maneggiando quest' aggeggio i ricordi affiorano, tanti, e malinconici. E non posso fare a meno di pensare a quanto tempo sia passato, a quanto io stessa sia cambiata da quell'estate in cui saltellavo per viale Mar Mediterraneo, con la mia gonnellina rosa, ascoltando The logical song mentre andavo incontro al mio destino (il mio destino invece indossava una maglia degli Iron Maiden).
Ma il punto è: sono cambiata davvero, rispetto ad allora?
And they showed me a world where I could be so
dependable, clinical, intellectual, cynical.
domenica 19 aprile 2009
Non riesco a star ferma un attimo
Mi sono innamorata di questo template, nonostante abbia abbandonato Holic da un anno a questa parte.
*__*
Aaah! Mipiacemipiacemipiace!
Ok, credo che la parte della mattinata da dedicare al cazzeggio sia conclusa.
Devo studiare, ormai è un mese che non sto facendo più un cazzo. Ma tanto per cambiare, la mia mente è proiettata avanti, sulla spiaggia *garrito di gabbiani*.
Ah, avrei tanto da raccontare, ma tra le varie cose mi viene in mente la più stupida: una gara che ho fatto con un bambino ignoto, entrambi muniti di lettore mp3 nelle orecchie, a chi arrivava prima alla fermata. E' cominciata inconsapevolmente, ma quando ci siamo guardati dopo 10 minuti che camminavamo fianco a fianco ho capito che entrambi volevamo una sola cosa: vincere. Io ero con i tacchi, però sono stata per la maggior parte del tempo in vantaggio. Alla fine ho dovuto abbandonare perchè era arrivato Frank <3
23 mesi, oggi. In barba a chi ci dava massimo 3 settimane. Siamo imbattibili! Zazazaa! Forma di drago di ghiaccio!
mercoledì 15 aprile 2009
Davanti allo specchio
Ma.. ma... cos'è quella smorfia?
Un... sor... sorriso?
O___O (odio le faccine, ma è più forte di me)
martedì 14 aprile 2009
lunedì 13 aprile 2009
domenica 12 aprile 2009
Ci voleva, risvegliarsi da quel torpore che mi ha stordita per tutto questo tempo.
Se non altro, sto riscoprendo piaceri come questi:
Marta, indicando la parete di fronte a me col servizio fotografico di Will Smith (che odio) e due belle immagini di un vecchio con un uovo e uno slogan che fa "Provate qualcosa di uovo" (o una roba del genere): Ma quella è la parete delle cazzate fastidiose?
Guardando Little Miss Sunshine:
Maccu: Ma quello ha deciso di non parlare perchè si è ispirato a Nietzsche?
Anj: Marta? (mi rivolgo all'esperta di Nietzsche)
Marta: No, non era muto.
Len: Guarda che solo perchè ha scritto libri non significa che parlasse, eh!
Mi addormento durante il film (a proposito, ve lo sconsiglio - il film dico, ma anche l'addormentarsi), Len e Marta confabulano per versarmi acqua nell'orecchio, lo fanno, mi sveglio di soprassalto e... picchio Manuela!
E visto che lo studio l'ho dovuto forzatamente interrompere per badare a mio fratello (che vi informa che jashfkjahfkda akjdh,.ik) vi offro anche il resoconto della gita. Più povero di quello dell'anno scorso, sicuramente. Ma tant'è.
Viaggio all'andata. 10 di mattina. Angela si risveglia, e lancia un'occhiataccia assonnata ai tipi dell'altra classe che stanno suonando. Ludovico: Oh oh, per caso abbiamo svegliato qualcuno?
Chiediamo a Giordano di spostarsi perchè ci ostruisce la vista. Lui: Oh, che mica sono invisibile! (?!?!)
Giochiamo ai mimi. Lorenzo fa intendere che il film tratta di qualcuno che fa molte domande. Angela propone: L'inquisitore! Tutti: …
Ancora i mimi. Da quando qualcuno ha proposto un titolo in inglese, tutti azzardano proposte d’oltreoceano alla minima mossa. Pippo, esasperato: Oh, ma perché in inglese?!?!
Giocando agli indovinelli. Pippo: Ci sono quattro uomini legati su delle sedie, l’uno dietro l’altro. Tra il terzo e il quarto c’è un muro. Saverio: Sei sicuro che il terzo non possa vedere il quarto? Pippo: Ah, già, ho dimenticato di dirvi che il muro era a specchio catarifrangente... Saverio: Davvero? Pippo: …No…
Ancora indovinelli. Vitullo: Dunque, nasce un bambino nero. Ha le braccia nere, le gambe nere, i piedi neri… Pippo: Vabbè, sappiamo dove vuoi arrivare… Vitullo: I capelli neri, gli occhi neri, i denti bianchi… Pippo: Vitù, vogliamo sapere l’uccello!
Angela imbraccia la chitarra. Andrea: Oh, Amy Winehouse! Angela: … Andrea: Oh, scusa eh.
Marilena: Tanto Angela ha il culetto piccolo. Angela: Oh, culetto piccolo a chi? Marilena: Piccolo ma sexy…
Varisco imita il prof (di chimica) Ruggieri che si fa preparare la colazione dalla moglie: Hai messo il Nesquik? Ma questo non è 1 molare! Quante volte ti ho detto che la soluzione dev’essere ben concentrata?
Carlo, a colazione: Mi sono spruzzato la lacca sotto le ascelle credendo fosse deodorante…
Vito: Angela!!! Angela: Che cazzo vuoi? Pippo: Angela che hai le mestruazioni? Angela: Sì… Pippo e Silvia: Si vede!
Michele: Oh spostatevi, Laur ha dato il meglio di sé…
Vito: Ma perché dobbiamo andare a vedere le facoltà umanistiche che non interessano a nessuno? Maccu: Angela vuole fare materie letterarie. Angela: ?!?! Maccu: Sssh, na’ cosa dovevo dirla…
Laur: Con 24 mila baci… Michele: …A prendere il latte!
Laur: Oh, io mio figlio lo mando in Olanda… Varisco: Mi sa che non ritorna più, poi.
Andrea: Oh un mio amico mi ha mandato un sms “a che ora esci da scuola?” e gli ho risposto “a mezzanotte”… Michele: …E mica lui si è messo a ridere?
Pippo: Scarale che ci voleva a tranquillizzare la mamma di Giusy? Bastava dire “Signora non pianga, male che vada muore!”
Angela: Manuè, manneggh a l muort… Maccu si risveglia, e con voce da transessuale: Che c’è?
Ok, zero voglia di rendere la cosa lievemente comprensibile ai più. Fatevi bastare questo. Saluti!
martedì 7 aprile 2009
Troppo smielata? (della serie
Ritrovarmi il tuo profumo tra le mani è... qualcosa di indescrivibile.
ancora tu
non mi sorprende lo sai
ancora tu
ma non dovevamo vederci piu'
e come stai
domanda inutile
stai come me
e ci scappa da ridere
amore mio
hai gia' mangiato o no
ho fame anch'io
e non soltanto di te
che bella sei
sembri piu' giovane
o forse sei
solo piu' simpatica
oh io lo so
cosa tu vuoi sapere
nessuna no
ho solo ripreso a fumare
sei ancora tu
purtroppo l'unica
ancora tu
l'incorreggibile
ma lasciarti non e' possibile
no lasciarti non e' possibile
lasciarti non e' possibile
no lasciarti non e' possibile
na na na na
na na na na na na
na na na na
na na na na na na
sei ancora tu
purtroppo l'unica
ancora tu
l'incorreggibile
ma lasciarti non e' possibile
no lasciarti non e' possibile
lasciarti non e' possibile
no lasciarti non e' possibile
disperazione gioia mia
saro' ancora tuo
sperando che non sia follia
ma sia quel che sia
abbracciami amore mio
abbracciami amor mio
che adesso lo voglio anch'io
ancora tu
non mi sorprende lo sai
ancora tu
ma non dovevamo vederci piu'
e come stai
domanda inutile
stai come me
e ci scappa da ridere
na na na na
na na na na
na na na na na
na na na na na
sei ancora tu
purtroppo l'unica
C'è chi si sarà stancato dello stesso identico copione, ogni volta.
Beh, noi... no.
lunedì 6 aprile 2009
Ogni tanto devo fissarmi con queste canzonette Laurita style (come egli stesso ha ammesso).
Afterhours - Lasciami leccare l'adrenalina
forse non è proprio legale sai
ma sei bella vestita di lividi
m'incoraggi ad annullare i miei limiti
le tue lacrime in fondo ai miei brividi
lasciami leccare l'adrenalina
lasciami leccare l'adrenalina
lasciami leccare l'adrenalina
lasciami leccare l'adrenalina
voglio cercare la mia alternativa
e la mia alternativa
è la scossa più forte che ho
è la scossa più forte che ho
muovo le molecole immobili
sei più bella vestita di lividi
lasciami leccare più forte un po'
le tue lacrime in fondo ai miei brividi
lasciami leccare l'adrenalina
lasciami leccare l'adrenalina
lasciami leccare l'adrenalina
lasciami leccare l'adrenalina
voglio cercare la mia alternativa
e la mia alternativa
è la scossa più forte che ho
è la scossa più forte che ho
è la scossa più forte che ho
è stata questa la mia colonna sonora della gita. Gita di cui riporterò le citazioni quando -mmh- mi andrà.
Salut!
mercoledì 1 aprile 2009
domenica 22 marzo 2009
sabato 21 marzo 2009
Uh, che cosa mi sono dimenticata di postare!
Ce l'ho in testa da svariati giorni a questa parte, grazie alla mia mamma e a Blob.
Ma... cos'è questa crisi? - Rodolfo de Angelis
Si lamenta, l'impresario,
che il teatro più non va,
ma, non sà rendere vario,
lo spettacolo che dà:
"Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Metta in scena, un buon autore,
faccia agire un buon attore,
e vedrà...
che, la crisi, passerà!
Un riccone, avaro e vecchio,
dice: "ahimè, cosi non và...
vedo nero nello specchio...
chissà come finirà...
Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Cavi fuori il portafogli,
metta in giroi grossi fogli,
e vedrà...
che, la crisi, finirà!
Si lamenta Nicodemo,
della crisi, lui che và...
nel casino di San Remo,
a giuocare il baccarà:
"Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Lasci stare il gavazzare,
cerchi un pò di lavorare,
e vedrà...
che, la crisi, finirà!
Tutte quante le Nazioni
si lamentano cosi!
Conferenze, riunioni,
ma si resta sempreli:
"Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Rinunciate all'opinione,
della parte del leone
e chissà...
che, la crisi, finirà!
L'esercente, poveretto,
non sa più che cosa far...
e contempla quel cassetto,
che riempiva di danar:
"Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Si contenti di guadagnare,
quel ch'è giusto e non grattare...
e vedrà...
che, la crisi, passerà!
E perfin la donna bella,
alla crisi s'intonò...
e, per far la linea snella,
digiunando sospirò:
"Ah... la crisi!"
Ma cos'è questa crisi? (due volte)
Mangi un sacco di patate,
non mi sprechi le nottate...
e vedrà...
che, la curva, tornerà!
Per finire
Ma... cos'è questa crisi?
chi ce l'ha, li metta fuori...
circolare! miei signori...
e, chissà...
che, la crisi, finirà!
Il template di prima mi ha dato problemi, così ho dovuto cambiare.
Non è bello come il precedente, ma sullo stesso stile.
Ad ogni modo,
1. mi vergogno enormemente per le mie parole di due post fa perchè so già che saranno oggetto di sfottò da parte di qualcuno, ma per correttezza (verso chi?) non cancello.
2. sempre in riferimento a due post fa, la situazione fortunatamente è cambiata: il soggetto in questione è già in Italia anche se non so quando potrò godere della sua bella presenza. In compenso la settimana è passata via senza dare troppi problemi.
3. oggi, proprio a causa dell'assenza del soggetto, ho un po' di tempo libero che ho intenzione di dedicare alla cura di me stessa e al recupero di qualche lavoro arretrato. Che poi alla fine passerò tutto il suddetto tempo a oziare, è un'altra storia.
4. grazie al cielo ho una bella vita che mi distrae, altrimenti non farei altro che bestemmiare i parenti e augurare la morte di determinate persone estremamente schifose.
5. sempre durante questa settimana ho scoperto che la compagnia di altre determinate persone è più piacevole di quanto avessi pensato. E questo è stato sicuramente di grande aiuto per poter tirare avanti.
6. è Primavera, yeah!, e il mio cervello si è proiettato automaticamente due mesi avanti. Vani sono dunque i miei tentativi di studiare/concentrarmi/semplicemente stare in piedi data la forte sonnolenza che mi prende. Tuttavia, questa continua stanchezza riesce a darmi un'aria di cinico disinteresse verso il mondo che trovo francamente molto molto sexy.
7. a proposito di cinismo, in questi giorni ho anche avuto molto da pensare riguardo la "nominata" che ci siamo fatte io e le mie amiche, ovvero di stronze - acide - conlapuzzasottoilnaso. Tra discussioni varie nelle quali ci chiedevamo "ma perchèèè? noi così belle così simpatiche" sono venute fuori anche cose estremamente divertenti. Questa è una conversazione telefonica tra la mamma di Marta e quella di Manuela, parafrasata perchè non la ricordo benissimo:
(si parlava del fatto che Marta non aveva festeggiato i suoi 18- a proposito: auguri, Martona! )
MammaManuela: eh, neanche Manuela vuole festeggiare...
MammaMarta: eh...
Mamma Manuela: non si stanno godendo questi anni...
MammaMarta: eh...
MammaManuela: eh, le nostre figlie sono diverse.
Diverse. Siamo delle figlie diverse.
In seguito questo episodio, abbiamo deciso che, dopo le TSIB e le BRANZ, anche il gruppo Anj-Marta-Len-Kokk-Maccu ha ora un nome:
"Le figlie diverse".
lunedì 16 marzo 2009
È arrivato
È arrivato il confine. Ora, potrò sentirlo per una settimana una mezz’oretta al giorno, non di più. E dire che se dipendesse solo da me, dilapiderei il patrimonio pur di ascoltare la sua voce, tanto stridula quanto rassicurante.
Non per autocommiserarmi, ma io sono a casa, con la febbre alta e le tonsille in fiamme, senza voce, i capelli arricciati per il sudore versato durante una notte agitatissima. A riposare e guardare la tv, forse? No, a fare una versione di latino.
Il modo migliore per passare questi giorni lontana da lui.
martedì 10 marzo 2009
Sveglia!
Si!
(della serie: le scene che Angelabambina ha tentato di riprodurre più e più volte)
Ammetto che per me non sia proprio la prima volta, ma poco importa.
(Amore, dovremmo smetterla di rivederci i classici Disney mentre -ahehm- parliamo!)
sabato 7 marzo 2009
Carnevale 2009
Anj: Da ragazze del Moulin Rouge!
Frank: Quindi da zoccole...
Len: Sembri Madonna in La Isla Bonita!
Anj: Mh, al massimo una Ghichi Ghichi Yaya Dada...
Bene, rigrazio Kokk di aver sapientemente cancellato le foto che avrei voluto postare, le più (le uniche?) belle.
Ora beccati queste, tsè.
Da notare l'ordine sparso, dettato dall'incazzatura con il signor Splinder che mi aveva cancellato tutto il post.
Ah, la più bella è la seconda, ovvio.
Auguri, vecchiotta!
| (17.40) miki: | tuo fratello è un rompipalle |
|---|---|
(17.40) [b]La Isla Bon: | finalmente ci sei! |
(17.40) [b]La Isla Bon: | com'è che stai invisibile![]() |
| (17.40) miki: | così |
| (17.40) miki: | parlo con chi mi va |
| (17.40) miki: | e basta |
| (17.41) miki: | non ho più tempo x cazzeggiare... |
| (17.41) miki: | purtroppo |
(17.41) [b]La Isla Bon: | volevo farmi passare il tel da mamma ma sono arrivata tardi... |
(17.41) [b]La Isla Bon: | un po' di tempo fa provai a chiamarti |
| (17.41) miki: | eri tu allora |
| (17.41) miki: | dimmi |
(17.41) [b]La Isla Bon: | si |
| (17.41) miki: | quanti soldi vuoi? |
(17.41) [b]La Isla Bon: | ![]() |
(17.41) [b]La Isla Bon: | no |
(17.41) [b]La Isla Bon: | la verità |
(17.41) [b]La Isla Bon: | è che |
(17.41) [b]La Isla Bon: | sono |
(17.41) [b]La Isla Bon: | incinta |
(17.41) [b]La Isla Bon: | ghgh |
(17.41) [b]La Isla Bon: | ![]() |
E di qui in poi confessioni di una mente paranoica, ricordi di un'esistenza spensierata, delucidazioni, perle di saggezza, sorrisi e singhiozzi.
"Eh ma devi farti avere il permesso di stare con me! Mi ha detto mia madre che dici alla tua di aver preso da meee! Io sono contenta, lo sai! Dice che una volta che stavate litigando perchè fai la disgraziata tua madre ti ha chiesto ma da chi hai preso?! E tu hai risposto da Michela! Mia madre mi ha fatto le paranoie per questo ti rendi conto?! Insomma, sii perfetta in questi giorni, perchè la richiesta è amara considerando le due sorelle Sabato!"
Beh, magari avessi preso da te. Ora non starei così male.
lunedì 2 marzo 2009
martedì 24 febbraio 2009
Comunicato
Si consiglia caldamente di utilizzare Mozilla, al fine di non far passare la sottoscritta per una sciattona che non ha il minimo senso dell'ordine e della proporzione.
Grazie.
Rettifica: continuate col fidato internet explorer (della serie: la gallina strabica che vedeva la torre di Pisa diritta, e se non ci siam capiti - cioè io e chiunque non sia venuto alle elementari con me e non abbia letto questa storiella - fanculo.)
giovedì 19 febbraio 2009
Mh, ma che bella giornata. Basta basta basta basta basta.
i rosa elefanti già
3 per 3
eccoli marciano
laggiù laggiù
arrivan di su e di giù.
Son qua son qua
continuano ad avanzar
come mar
marciano ondeggiano
di qua di là i rosa elefanti van
Cosa farò
Io non ho terror di vermi
nè di serpenti nè di germi
ma i rotondi pachidermi
mi fan rabbrividir...
Non son tipo da svenire
nè da farmi intimorire
ma vedermi comparire
i rosa elefanti mi fa mal
tanto mal
Mandali via mandali via
quale orror
che terror
i rosa elefanti no...
Salvatemi! salvatemi! salvatemi...
Agghiacciante, questa sequenza tratta da Dumbo. Però mi affascina terribilmente.
Agghiacciante anche questa giornata.
Quanto la odio, la neve.
domenica 15 febbraio 2009
Inutile perdita di tempo
Tra l'altro, ho anche scoperto ultimamente che ci sono più taciti lettori di quanti credevo/speravo/nonmiimportavauncazzo. Molti tra questi sanno cosa mi accade, chi più chi meno, e quindi sarebbe inutile blabla. Scazzo totale, oh. Eppure oggi sono di ottimo umore, per lo meno va meglio di ieri
(piccolo excursus: Mamma è convinta - a ragione, credo - che io sia acida con i miei amici almeno quanto lo sono a casa verso lei e mio fratello - Toni, ovvio -. Quindi ha immaginato uno scenario del genere:
In classe, compito di una qualsiasi materia, un qualsiasi compagno mi chiede un suggerimento.
Qualsiasi compagno: Oh, Angela...
Io, continuando a farmi i cazzi miei: ...
Q. c. : Angela...
Io: ...
Q. c. : Angela!!!
Io, mi alzo in piedi e sbotto: Oooh! Che cazz v'ecchian?! E na' volt, e do, e tre... M'è ste rumb u cazz!
Non traduco perchè non mi va - e comunque io non lo so parlare, il dialetto.)
Uff, basta, troppa fatica scrivere questo post. Penso che non lo finir
martedì 10 febbraio 2009
Copio incollo dal blog di Pulsatilla.
Canto di Ossanha (Vinicius de Moraes, Maria Creuza e Toquinho).
È un dialogo fra tre personaggi: il messaggero di Xango; Ossanha; un innamorato disperato che vorrebbe tanto trovare un nuovo amore.
Il primo in ordine di apparizione è il messaggero di Xango.
Xango è come Zeus, è l'orixa di tutti gli orixas, come dire il santo di tutti i santi, o il dio degli dei. Il suo messo viene a spiegarci come stanno le cose. Senti che perle di saggezza.
O homem que diz «dou» nāo dà
Porque quem dà dà mesmo nāo diz
L'uomo che dice «dò», non dà: perché chi dà veramente, non lo dice.
O homem que diz «vou» nāo vai
Porque quando foi já nāo quis
L'uomo che dice «vado» non va: perché chi se n'è andato sa che non avrebbe voluto.
O homem que diz «sou» nāo é
Porque quem é mesmo é «nāo sou»
L'uomo che dice «sono» non è: perché chi è davvero, dice «non sono».
O homem que diz «tô» nāo tá
Porque ninguém tá quando quer
L'uomo che dice «resto» non resta, perché nessuno può decidere quanto restare.
Coitado do homem que cai
No canto de Ossanha, traidor
Coitado do homem que vai
Atrás de mandinga de amor
Attento a chi si lascia incantare dal canto di Ossanha traditore! - ci avverte il messaggero di Xango -, Attento a chi si lascia stregare dalle stregonerie d'amore!
Interviene Ossanha, orixa delle erbe mediche e magiche.
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - incalza Ossanha.
No, non lo farò... - risponde l'innamorato disperato.
Nāo vou, que eu nāo sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Non lo farò perché io non sono nessuno per poter parlare di come si dimentica la tristezza di un amore che se n'è andato, dice l'innamorato.
Nāo, eu só vou se for pra ver uma estrela aparecer
Na manhā de um novo amor
Potrei farlo solo se vedessi una stella che appare nel mattino di un nuovo amore, conclude.
Amigo senhor, saravá,
Xangô me mandou lhe dizer
Se é canto de Ossanha, nāo vá,
Que muito vai se arrepender
Saravà, salute a te, amico, signore: Xango mi ha mandato qui a dirti che il canto di Ossanha è un inganno. Poi avresti solo di cui pentirti.
Pergunte pro seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Pergunte pro seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Chiedi pure al tuo orixà: anche lui ti dirà che l'amore vero è vero solo se si strugge. (Insomma, il messaggero di Xango dice: chiedi al tuo santino di riferimento a cui ti voti, chiedi un po' a chi ti pare, e vedi che ho ragione io).
Vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, vai, dizer
Invece Ossanha insiste nel dire: vai, vai, vai, vai.
Vai ad amare, a soffrire, a piangere, a dire.
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[b]

