“Allora sono guarita.”
“Certo che no. La tua malattia non è questa. Nella dissertazione che sto scirvendo, e che presenterò all’Accademia delle Scienze della Slovenia, cerco di studiare il comportamente umano detto ‘normale’. Molti medici prima di me hanno compiuto studi analoghi, giungendo alla conclusione che la normalità è solo una questione di consenso. Ossia, se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa.
“Ci sono cose che vengono regolate dal buon senso umano: mettere i bottoni sul davanti della camicia è una questione di logica, visto che sarebbe alquanto difficile abbottonarli di lato, e pressocchè impossibile farlo se fossero sul didietro.
“Altre cose, però, si impongono a poco a poco, perchè un numero sempre maggiore di persone crede che debbano essere così. Ti farò due esempi: ti sei mai domandata perchè le lettere della tastiera di una macchina da scrivere siamo poste in quell’ordine?”
“No.”
“Bè, chiameremo questa tastiera QWERTY, visto che le lettere della prima riga sono disposte così. Io mi sono domandato il motivo di tale disposizione, e ho trovato la risposta: la prima macchina da scrivere fu inventata da Christopher Scholes nel 1873, con l’intenzione di migliorare la calligrafia. Tuttavia lo strumento presentava un problema: se la persona dattilografava molto velocemente, i tasti si urtavano e bloccavano la macchina. Scholes allora realizzò la tastiera QWERTY, una tastiera che obbligava i dattilografi a procedere lentamente.”
“Non ci credo.”
“E’ la verità. Poi la Remington – all’epoca produttrice di macchine per cucire – adottò la tastiera QWERTY per le sue prime macchine per scrivere: così altre persone furono costrette a imparare la nuova disposizione dei tasti; altre aziende presero a fabbricare quel tipo di tastiera, finchè divenne l’unico modello in commercio. Ricapitolando: la tastiera della macchine da scrivere e dei computer è stata concepita perchè si digitasse più lentamente, e non più rapidamente, capito? Prova a cambiare il posto delle lettere, e non troverai un solo acquirente per il prodotto.”
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