Informo i gentili lettori che se state navigando con Internet Explorer tutte le immagini di questo blog vi appariranno decentrate, cosa non vera perchè ho accuratamente cosparso il template di <center> </center> fino a farmi venire l'esaurimento nervoso.
Si consiglia caldamente di utilizzare Mozilla, al fine di non far passare la sottoscritta per una sciattona che non ha il minimo senso dell'ordine e della proporzione.
Grazie.
Rettifica: continuate col fidato internet explorer (della serie: la gallina strabica che vedeva la torre di Pisa diritta, e se non ci siam capiti - cioè io e chiunque non sia venuto alle elementari con me e non abbia letto questa storiella - fanculo.)
martedì 24 febbraio 2009
giovedì 19 febbraio 2009
Mh, ma che bella giornata. Basta basta basta basta basta.
Son qua son qua
i rosa elefanti già
3 per 3
eccoli marciano
laggiù laggiù
arrivan di su e di giù.
Son qua son qua
continuano ad avanzar
come mar
marciano ondeggiano
di qua di là i rosa elefanti van
Cosa farò
dove fuggire potrò?
Io non ho terror di vermi
nè di serpenti nè di germi
ma i rotondi pachidermi
mi fan rabbrividir...
Non son tipo da svenire
nè da farmi intimorire
ma vedermi comparire
i rosa elefanti mi fa mal
tanto mal
Mandali via mandali via
quale orror
che terror
i rosa elefanti no...
Salvatemi! salvatemi! salvatemi...
Agghiacciante, questa sequenza tratta da Dumbo. Però mi affascina terribilmente.
Agghiacciante anche questa giornata.
Quanto la odio, la neve.

i rosa elefanti già
3 per 3
eccoli marciano
laggiù laggiù
arrivan di su e di giù.
Son qua son qua
continuano ad avanzar
come mar
marciano ondeggiano
di qua di là i rosa elefanti van
Cosa farò
Io non ho terror di vermi
nè di serpenti nè di germi
ma i rotondi pachidermi
mi fan rabbrividir...
Non son tipo da svenire
nè da farmi intimorire
ma vedermi comparire
i rosa elefanti mi fa mal
tanto mal
Mandali via mandali via
quale orror
che terror
i rosa elefanti no...
Salvatemi! salvatemi! salvatemi...
Agghiacciante, questa sequenza tratta da Dumbo. Però mi affascina terribilmente.
Agghiacciante anche questa giornata.
Quanto la odio, la neve.
domenica 15 febbraio 2009
Inutile perdita di tempo
Come dire, non ci scrivo un cazzo su questo blog e quando lo faccio non si capisce nulla/non dico nulla. E perdo anche tempo. Ma, del resto, solo le brave ragazze hanno un diario... le cattive non ne hanno il tempo e cazzate così.
Tra l'altro, ho anche scoperto ultimamente che ci sono più taciti lettori di quanti credevo/speravo/nonmiimportavauncazzo. Molti tra questi sanno cosa mi accade, chi più chi meno, e quindi sarebbe inutile blabla. Scazzo totale, oh. Eppure oggi sono di ottimo umore, per lo meno va meglio di ieri
(piccolo excursus: Mamma è convinta - a ragione, credo - che io sia acida con i miei amici almeno quanto lo sono a casa verso lei e mio fratello - Toni, ovvio -. Quindi ha immaginato uno scenario del genere:
In classe, compito di una qualsiasi materia, un qualsiasi compagno mi chiede un suggerimento.
Qualsiasi compagno: Oh, Angela...
Io, continuando a farmi i cazzi miei: ...
Q. c. : Angela...
Io: ...
Q. c. : Angela!!!
Io, mi alzo in piedi e sbotto: Oooh! Che cazz v'ecchian?! E na' volt, e do, e tre... M'è ste rumb u cazz!
Non traduco perchè non mi va - e comunque io non lo so parlare, il dialetto.)
Uff, basta, troppa fatica scrivere questo post. Penso che non lo finir
Tra l'altro, ho anche scoperto ultimamente che ci sono più taciti lettori di quanti credevo/speravo/nonmiimportavauncazzo. Molti tra questi sanno cosa mi accade, chi più chi meno, e quindi sarebbe inutile blabla. Scazzo totale, oh. Eppure oggi sono di ottimo umore, per lo meno va meglio di ieri
(piccolo excursus: Mamma è convinta - a ragione, credo - che io sia acida con i miei amici almeno quanto lo sono a casa verso lei e mio fratello - Toni, ovvio -. Quindi ha immaginato uno scenario del genere:
In classe, compito di una qualsiasi materia, un qualsiasi compagno mi chiede un suggerimento.
Qualsiasi compagno: Oh, Angela...
Io, continuando a farmi i cazzi miei: ...
Q. c. : Angela...
Io: ...
Q. c. : Angela!!!
Io, mi alzo in piedi e sbotto: Oooh! Che cazz v'ecchian?! E na' volt, e do, e tre... M'è ste rumb u cazz!
Non traduco perchè non mi va - e comunque io non lo so parlare, il dialetto.)
Uff, basta, troppa fatica scrivere questo post. Penso che non lo finir
martedì 10 febbraio 2009
Copio incollo dal blog di Pulsatilla.
Sono troppo stanca per poter pensare a qualcosa di originale; allo stesso tempo non voglio abbandonare il blog; e se ci scappa che qualcosa sulla mia attuale condizione qualcuno la capisce pure beh... ben venga.
Canto di Ossanha (Vinicius de Moraes, Maria Creuza e Toquinho).
È un dialogo fra tre personaggi: il messaggero di Xango; Ossanha; un innamorato disperato che vorrebbe tanto trovare un nuovo amore.
Il primo in ordine di apparizione è il messaggero di Xango.
Xango è come Zeus, è l'orixa di tutti gli orixas, come dire il santo di tutti i santi, o il dio degli dei. Il suo messo viene a spiegarci come stanno le cose. Senti che perle di saggezza.
O homem que diz «dou» nāo dà
Porque quem dà dà mesmo nāo diz
L'uomo che dice «dò», non dà: perché chi dà veramente, non lo dice.
O homem que diz «vou» nāo vai
Porque quando foi já nāo quis
L'uomo che dice «vado» non va: perché chi se n'è andato sa che non avrebbe voluto.
O homem que diz «sou» nāo é
Porque quem é mesmo é «nāo sou»
L'uomo che dice «sono» non è: perché chi è davvero, dice «non sono».
O homem que diz «tô» nāo tá
Porque ninguém tá quando quer
L'uomo che dice «resto» non resta, perché nessuno può decidere quanto restare.
Coitado do homem que cai
No canto de Ossanha, traidor
Coitado do homem que vai
Atrás de mandinga de amor
Attento a chi si lascia incantare dal canto di Ossanha traditore! - ci avverte il messaggero di Xango -, Attento a chi si lascia stregare dalle stregonerie d'amore!
Interviene Ossanha, orixa delle erbe mediche e magiche.
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - incalza Ossanha.
No, non lo farò... - risponde l'innamorato disperato.
Nāo vou, que eu nāo sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Non lo farò perché io non sono nessuno per poter parlare di come si dimentica la tristezza di un amore che se n'è andato, dice l'innamorato.
Nāo, eu só vou se for pra ver uma estrela aparecer
Na manhā de um novo amor
Potrei farlo solo se vedessi una stella che appare nel mattino di un nuovo amore, conclude.
Amigo senhor, saravá,
Xangô me mandou lhe dizer
Se é canto de Ossanha, nāo vá,
Que muito vai se arrepender
Saravà, salute a te, amico, signore: Xango mi ha mandato qui a dirti che il canto di Ossanha è un inganno. Poi avresti solo di cui pentirti.
Pergunte pro seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Pergunte pro seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Chiedi pure al tuo orixà: anche lui ti dirà che l'amore vero è vero solo se si strugge. (Insomma, il messaggero di Xango dice: chiedi al tuo santino di riferimento a cui ti voti, chiedi un po' a chi ti pare, e vedi che ho ragione io).
Vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, vai, dizer
Invece Ossanha insiste nel dire: vai, vai, vai, vai.
Vai ad amare, a soffrire, a piangere, a dire.
***
Canto di Ossanha (Vinicius de Moraes, Maria Creuza e Toquinho).
È un dialogo fra tre personaggi: il messaggero di Xango; Ossanha; un innamorato disperato che vorrebbe tanto trovare un nuovo amore.
Il primo in ordine di apparizione è il messaggero di Xango.
Xango è come Zeus, è l'orixa di tutti gli orixas, come dire il santo di tutti i santi, o il dio degli dei. Il suo messo viene a spiegarci come stanno le cose. Senti che perle di saggezza.
O homem que diz «dou» nāo dà
Porque quem dà dà mesmo nāo diz
L'uomo che dice «dò», non dà: perché chi dà veramente, non lo dice.
O homem que diz «vou» nāo vai
Porque quando foi já nāo quis
L'uomo che dice «vado» non va: perché chi se n'è andato sa che non avrebbe voluto.
O homem que diz «sou» nāo é
Porque quem é mesmo é «nāo sou»
L'uomo che dice «sono» non è: perché chi è davvero, dice «non sono».
O homem que diz «tô» nāo tá
Porque ninguém tá quando quer
L'uomo che dice «resto» non resta, perché nessuno può decidere quanto restare.
Coitado do homem que cai
No canto de Ossanha, traidor
Coitado do homem que vai
Atrás de mandinga de amor
Attento a chi si lascia incantare dal canto di Ossanha traditore! - ci avverte il messaggero di Xango -, Attento a chi si lascia stregare dalle stregonerie d'amore!
Interviene Ossanha, orixa delle erbe mediche e magiche.
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - nāo vou
Vai, vai, vai, vai - incalza Ossanha.
No, non lo farò... - risponde l'innamorato disperato.
Nāo vou, que eu nāo sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Non lo farò perché io non sono nessuno per poter parlare di come si dimentica la tristezza di un amore che se n'è andato, dice l'innamorato.
Nāo, eu só vou se for pra ver uma estrela aparecer
Na manhā de um novo amor
Potrei farlo solo se vedessi una stella che appare nel mattino di un nuovo amore, conclude.
Amigo senhor, saravá,
Xangô me mandou lhe dizer
Se é canto de Ossanha, nāo vá,
Que muito vai se arrepender
Saravà, salute a te, amico, signore: Xango mi ha mandato qui a dirti che il canto di Ossanha è un inganno. Poi avresti solo di cui pentirti.
Pergunte pro seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Pergunte pro seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Chiedi pure al tuo orixà: anche lui ti dirà che l'amore vero è vero solo se si strugge. (Insomma, il messaggero di Xango dice: chiedi al tuo santino di riferimento a cui ti voti, chiedi un po' a chi ti pare, e vedi che ho ragione io).
Vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, vai, dizer
Invece Ossanha insiste nel dire: vai, vai, vai, vai.
Vai ad amare, a soffrire, a piangere, a dire.
***
domenica 1 febbraio 2009
La ballata dell'amore cieco
Un uomo onesto, un uomo probo
trallalallallatrallalalleru
si innamorò perdutamente
di una che non lo amava niente.
Gli disse portami domani
trallalallallatrallalalleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.
Lui dalla madre andò e l'uccise
trallalallallatrallalalleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore, non era il cuore
trallalallatrallalalleru
non le bastava quell'orrore
voleva un'altra prova del suo cieco amore.
Gli disse amor se mi vuoi bene
trallalallallatrallalalleru
gli disse amor se mi vuoi bene
tagliati dai polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò
trallalallallatrallalalleru
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.
Gli disse lei ridendo forte
trallalallallatrallalalleru
gli disse lei ridendo forte
l'ultima tua prova sarà la morte.
E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
trallalallallatrallalalleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.
Oggi sono sul punto di piangere, in continuazione. Sarà perchè è domenica. Lo odio, questo maledetto giorno.
trallalallallatrallalalleru
si innamorò perdutamente
di una che non lo amava niente.
Gli disse portami domani
trallalallallatrallalalleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.
Lui dalla madre andò e l'uccise
trallalallallatrallalalleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore, non era il cuore
trallalallatrallalalleru
non le bastava quell'orrore
voleva un'altra prova del suo cieco amore.
Gli disse amor se mi vuoi bene
trallalallallatrallalalleru
gli disse amor se mi vuoi bene
tagliati dai polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò
trallalallallatrallalalleru
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.
Gli disse lei ridendo forte
trallalallallatrallalalleru
gli disse lei ridendo forte
l'ultima tua prova sarà la morte.
E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
trallalallallatrallalalleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.
Oggi sono sul punto di piangere, in continuazione. Sarà perchè è domenica. Lo odio, questo maledetto giorno.
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