È arrivato il confine. Ora, potrò sentirlo per una settimana una mezz’oretta al giorno, non di più. E dire che se dipendesse solo da me, dilapiderei il patrimonio pur di ascoltare la sua voce, tanto stridula quanto rassicurante.
Non per autocommiserarmi, ma io sono a casa, con la febbre alta e le tonsille in fiamme, senza voce, i capelli arricciati per il sudore versato durante una notte agitatissima. A riposare e guardare la tv, forse? No, a fare una versione di latino.
Il modo migliore per passare questi giorni lontana da lui.
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