venerdì 26 marzo 2010

Corsi e ricorsi storici


CORSI E RICORSI STORICI
IL RITORNO DELLA MONARCHIA IN ITALIA

"Procedere per analogie e differenze", questo metodo di studio è stato sempre privilegiato nella mia lunga carriera d'insegnante. La disciplina che più si addice a tale metodo è la storia: quando si studia un periodo storico si fa sempre riferimento al periodo precedentemente studiato, cercando analogie e differenze; se si studia una civiltà la si confronta con quella/e studiate precedentemente. Se ripenso alla storia italiana degli anni 90, mi vengono in mente molte analogie con gli anni 20. Alla fine della prima guerra mondiale seguì, in Italia, un periodo di scioperi, occupazioni di terre; si parlava di rivoluzione proletaria, di dittatura del proletariato come in Russia. La grande borghesia industriale e agraria, per paura di una rivoluzione comunista, appoggiò e finanziò Mussolini. In pochi anni, grazie alla violenza delle squadracce fasciste, alle debolezze e divisioni dei partiti democratici e grazie, soprattutto, all'avvallo del re Vittorio Emanuele III, Mussolini prese il potere assoluto in Italia, potere che durò vent'anni.
Agli inizi degli anni 90 in Italia scoppia "Tangentopoli". I partiti del centrosinistra, DC, PSI, PSDI, PRI, vengono travolti dagli scandali di corruzione. Da tale tsunami si salva soltanto il PC, che rischia così di diventare l'unico partito di governo. Per salvare l'Italia dal comunismo scende in campo Berlusconi. Rispetto agli anni 20 per fortuna qualcosa è cambiato: al posto delle squadracce fasciste, il cavaliere mette in campo squadre di giornalisti della carta stampata e delle televisioni. Con alterne fortune Berlusconi sta al potere in Italia dal 1994. Se è valido il detto "corsi e ricorsi storici", il ventennio berlusconiano terminerà nel 2014. Il cavaliere, che crede a tale detto, ha già deciso il suo successore nella persona del principe Emanuele Filiberto.
Lo strument per imporre agli italiani tale personaggio è la televisione. La campagna di persuasione comincia nel 2008, con la partecipazione del principe alla trasmissione televisiva "Ballando con le stelle". Emanuele Filiberto è un pessimo ballerino, ma grazie al televoto vince la gara.
Pensavo che il Partito Monarchico in Italia fosse morto e sepolto, e invece era solo dormiente; è bastato qualche saltello del principe in tv per risvegliarlo. La grande campagna pro-monarchia è comunque decollata nel 2010: prima la partecipazione del principe alla trasmissione "I raccomandati" dove non si è capito bene quale fosse il suo ruolo, poi la partecipazione al "Festival di Sanremo" con la canzone che ha toccato il cuore di tutti i nostalgici monarchici, "Italia, amore mio"; infine la partecipazione al programma "Ciak, si canta", e siamo ancora al mese di Marzo...
Bisogna dire che i sostenitori più accaniti della monarchia, in Italia, si trovano nel gruppo dirigente della Rai. Negli anni 20 Vittorio Emanuele III aveva favorito l'ascesa di Mussolini. Negli anni 2010 Berlusconi sta ricambiando il favore. Naturalmente, come ogni re che si rispetti, al suo fianco re Emanuele Filiberto avrà sempre il suo fedele giullare di corte, c'est a dire, Pupo.


 



Prof. Agostino Sabato,
La Goccia, anno IXX n°5


Cè t'ha fatt cur (Emanuele Filiberto)? A me m piasc! E sap pur ballà!


 



Una cugina di mia nonna.






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