Questo post avrebbe dovuto costituire chissà cosa, una chissà quale denuncia, una chissà quale rivelazione.
Ma come sempre, dentro di me ho tanto da dire, ma poi non riesco a tirare fuori niente, niente. Le parole vengono troppo prima, e le dimentico, o quando è ormai troppo tardi. Mai una volta che riesca a dirla giusta, ma forse sono troppo disfattista. Mettiamola così: è un secolo che non mi sento orgogliosa di me stessa.
Tutti questi post sono intrisi di tristezza. Chissà quanta noia in voi che leggete.
Io... non riesco ad accettarmi. Ad accettarmi per come sono. Non riesco ad accettare di essere così debole. Non so se un tempo non lo ero o fingevo di non esserlo. Ma perlomeno stavo bene.
Porco Cristo. Vorrei stupire tutti per una volta, ed essere forte. Ma invece, io sono quella che non saprà affrontare con serenità gli esami di Stato, e, cavolo, sicuramente avrete ragione.
Che diavolo farfuglio. Non so se mi sto costruendo da sola tutto questo, so solo che ci sto provando ad uscirne con tutte le mie forze. So solo che a volte mi basta qualcosa, una piccola spinta. Un esame di guida prenotato, e già mi sprizzano gli occhi e saltello, parlo a raffica e le dico tutte giuste, ti faccio divertire e ti rendo felice.
Ma forse è proprio questo il problema. Faccio troppo affidamento sul mondo esterno, e non su me stessa. La piccola spinta dovrebbe venire da me, eppure cerco cerco e non so dove trovarla, maledizione.
Forse dovrei rassegnarmi. Sono così. E basta. Quella spinta non esiste.
"Non saresti Angela se cominciassi a fregartene dell'opinione della gente"
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