(Il punto di vista è in gran parte quello di Frank così come mi ha riassunto la vicenda stamane al telefono. Dato che, a me, non sembra di essere stata poi tanto casinista.)
Anj e Frank al negozio di animali.
Notano, in una gabbietta, un grosso topo con lunghi baffi e la coda peluchosa.
“Scusi, cos’è quell…”
“È un cincillà. Guardate guardate com’è affettuoso.”
Il cincicoso si lascia accarezzare e comincia a saltare per tutta la gabbietta.
Anj rimane a fissarlo, con gli occhi fuori dalle orbite, e un sorriso beota stampato sulla faccia.
Passano diversi minuti.
Fuori, la tempesta di vento imperversa. Le palle di fieno vengono scaraventate a grande velocità contro il vetro delle finestre. I grilli cantano. Le formiche lavorano.
All’improvviso Anj esordisce:
“FRAAANK! È UGUALE A TEEE!”
“A me?”
“Si, guardalo! Ha il tuo stesso viso! E poi è lungo e grigio come te! Sembri tu in pigiama!”
“In pigiama grigio…”
“E poi guarda com’è salterino! Come te! Tu salti! Salti in continuazione!”
“Io salto! Beh, si è vero…”
“Aaah! Non ho mai trovato un animale che ti somigliasse così tanto!”
Devo avere quel cincifrank.
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