domenica 21 settembre 2008

L'amore è cieco


È più facile evitar di cadere nelle reti dell’amore che uscirne, una volta presi, e rompere le reti, in cui Venere rinchiude solidamente la sua preda. Tuttavia, anche preso e impigliato nella trappola, si potrebbe sfuggire al nemico, se non ci si ostacolasse da soli, chiudendo gli occhi su tutti i difetti morali o fisici di colei che si desidera e si vuole. È il difetto più frequente in tutti gli uomini accecati dalla passione: attribuiscono a quelle che amano un’intelligenza che non hanno. Vediamo donne, brutte e ripugnanti, adorate e trattate con tutti gli onori. Gli innamorati ridono gli uni degli altri e si consigliano reciprocamente di placare Venere perché spenga l’amore vergognoso da cui sono afflitti: senza avere occhi – gli infelici – per le loro maggiori miserie. Una pelle nera ha il colore del miele; una donna sporca e puzzolente è una bellezza trasandata; se ha gli occhi verdi è un’altra Pallade; se è tutta corde e legno è una gazzella; una nana – una razza di pigmea – è una delle Grazie, un vero granello di pepe; una colossale gigantessa, una meraviglia, piena di maestà. La balbuziente, che non sa dire una parola, cinguetta; la muta è piena di modestia; una megera esaltata, insopportabile, inesauribile, diventa un temperamento di fuoco; se deperisce per consunzione, è una cara piccola fragile cosa; se crepa di tosse, è delicata. Una prosperosa, tutta zinne, è Cerere in persona che ha appena partorito Bacco. Un naso camuso, è una Sirena, una Satira; le labbra sporgenti diventano un nido di baci. Ma mi dilungherei troppo se volessi dire tutto.

Lucrezio, IV, 1146 – 1170.



Dio cane, sono morta di risate!

1 commento:

  1. Pero' e' vero!!!

    (a parte le zinne!)

    (ma come si fa a chiamarle ZINNE?

    Pure il turpiloquio deve avere le sue regole, cribbio!!!

    Eleganza e Classe, non dimentichiamole mai!!!

    Ma un giorno spieghero' meglio le mie teorie al riguardo!!!)

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