martedì 12 agosto 2008

Parole, parole, parole

Odio la parola “nottata”.


Amo il prefisso “stra-“ applicato a tutto. Specie agli “stracoglioni”.


Mi piacciono le parole corte e con dietro un significato lungo.


Mi piacciono le parole da cui riesco a ricavare l’etimologia latina (per poi vantarmi di fare lo scientifico).


In generale, mi piace ricavare o cercare etimologie.


Mi piacciono i congiuntivi, li trovo eleganti.


Amo le parole delicate, che profumano d’oriente. Purtoppo (o per fortuna) questa passione me l’ha trasmessa Baricco.


Odio chi parla di Lunedì prossimo intendendo il 25 e non il 18.


Mi fanno impazzire le parole dal suono onomatopeico.


Odio chi si sceglie la parola preferita del giorno e la utilizza in continuazione, spesso inappropriatamente.


Ho fame di parole nuove.


Non odio particolarmente chi sbaglia gli accenti, eccetto me stessa.


Mi fanno sorridere le pronunce sbagliate di parole straniere.


Ma odio quelle esagerate.


Odio chi parla solo in gergo o in semidialetto.


Odio ancora di più chi si mette a parlare in gergo o in semidialetto per imitazione.


Trovo che l’italiano sia una bellissima lingua.


Che l’inglese sia ispido.


Il francese bello solo se non parlato dai francesi.


Adoro inventare parole nuove.


Odio incespicarmi ogni tanto, specie su quelle più banali, ma questo in genere strappa una risata a chi mi ascolta.


Sto cercando di imparare ad assaporare ogni singola parola, invece di avere sempre fretta di dire tutto e subito.

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